Acqua troppo dura? proviamo ad addolcirla con due lire...

Discussione su rinvasi, terricci, innaffiature etc...

Primo esperimento

Messaggioda marcellino » 18/05/2009, 18:25

Ho comprato al supermercato 1L di acido muriatico marca "1" (al 10% di HCl). 1L = Euro 0,59.
Messo in un bicchiere di vetro è perfettamente trasparente ed incolore. Bene, non è giallino come ricordavo anni fa per il muriatico al 28% (probabilmente conteneva un colorante).
L'etichetta dice: confezionato al 10% la concentrazione può subire variazioni dal 5 al 15% bla bla.
Francamente se fosse dal 30% lo capirei, ma partendo dal 10% mi sembra un po' difficile che la concentrazione vari molto.
E' un bene anche che non sia troppo concentrato, così è meno pericoloso.
Con una banale aggiunta al foglio Excel ho calcolato per l'acqua di Roma di dover aggiungere circa 46cc di acido ogni 20L d'acqua per neutralizzare completamente bicarbonati e carbonati.
Lo ho fatto, usando una siringa senza l'ago, 5cc alla volta, ad ogni aggiunta agitando bene e controllando con una cartina tornasole come variava il pH. (Beato chi possiede un pHmetro!) In ottimo accordo a come mi aspettavo, sono arrivato a circa pH= 5.
All'inizio il pH si sposta poco, grazie all'azione tampone del bicarbonato. Poi, consumato tutto il bicarbonato, il pH inizia ad abbassarsi rapidamente. Se uno si accorge di aver aggiunto troppo acido non serve neutralizzarlo con l'ammoniaca, basta aggiungere acqua (per questo non avevamo riempito la tanica completamente... :D ).
E dire che a occhio 46cc di acido per 20L d'acqua mi sembravano un'enormità. Talvolta l'occhio inganna.
Poi... :beer2: mi ci sono sciacquato la bocca, per sentirne il sapore. E' acidulo come quello di un'acqua minerale gassata.
Quindi ho aggiunto anche del concime liquido. Infine lo sto facendo riscaldare nella serretta ed aerare, per "recuperare" pH perdendo CO2.
Domani sera la prova: ci bagno le piantine.

Una nota sul pH:
Nei terreni ricchi di acidi umici crescono le piante acidofile, come le azalee ed i rododendri.
Il pH dell'acqua pura è di circa 7,0 (dipende anche dalla temperatura e dai gas coi quali è a contatto).
La pioggia ha pH di circa 5,5, a causa dei gas acidi contenuti nell'aria (CO2, NOx, etc.). Questo è lo stesso pH che troviamo nei terreni gessosi e non calcarei (vedi Aztekium ritteri).
Nei terreni calcarei il pH è più alto (basico, cioè alcalino).
Si arriva così fino ad alcuni terreni argillosi e salini dove il pH può addirittura essere un po' maggiore di 8.
Perfino nell'acqua di mare crescono piante (alghe), ed il suo pH può arrivare fino ad 8,4.
Ciascuna specie di pianta è evoluta adattandosi ad un certo ambiente, e riesce a sopportare variazioni di pH nell'intorno di quel valore per lei ottimale.
La grande maggioranza di piante riesce a vivere in un substrato tra pH 6,0 e 7,0, intervallo nel quale sono disponibili tutti i sali nutrienti in forma disciolta.
Dal pH e dalla concentrazione di alcuni sali dipende anche la natura colloidale del terreno, e quindi la sua capacità di trattenere chimicamente acqua e sali disciolti.
Alcune piante (per esempio quelle calcicole come gli Ariocarpus) riescono a modificare localmente il pH del substrato nei pressi delle loro radici, eventualmente guadagnando l'accesso a nutrienti altrimenti indisponibili, e modificando la struttura del terreno. Talune riescono a disgregarlo, scavando buchi nei quali le radici crescendo si conficcano (si dice che prendono parte alla podogenesi, cioè alla trasformazione della roccia in terreno). Così per esempio le sottili radichette degli Ariocarpus evidentemente hanno la pelle acida, perchè riescono a scavare il marmo, assorbendone il calcio che trasferiscono al centro della famosa "carota".
Tornando al tema, come non si possono annaffiare rododendri con l'acqua di mare, così non tutte le specie di succulente amano lo stesso pH.
5,5 va bene per alcune succulente, per le altre aggiungete meno acido.

Costi: per l'acqua di Roma 1 Euro = 750L di acqua, migliorabili se:
1) si usa acido più concentrato.
2) si possiede un'acqua meno alcalina
3) si richiede un'acqua meno acida
Ultima modifica di marcellino il 18/05/2009, 19:38, modificato 1 volta in totale.
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Re: Acqua troppo dura? proviamo ad addolcirla con due lire...

Messaggioda Danilis » 18/05/2009, 18:54

Ciao marcellino, leggo solo ora questo interessante post. Hai quasi il mio stesso problema. Se ho capito bene tu vorresti abbassare il pH della tua acqua così da ottenere un'acqua di qualità migliore. Io voglio fare più o meno la stessa cosa: vorrei rimuovere lo ione carbonato e bicarbonato dall'acqua. Va da sè che, facendo ciò, si abbassa anche il pH e quindi più o meno mi posso ricollegare al tuo problema.

Ho pensato molto a come rimuovere gli ioni "più inopportuni" dall'acqua di rubinetto. L'unica cosa veramente valida che mi sembra meriti di essere presa in considerazione è l'osmosi inversa; rimuove praticamente ogni ione, oltre che le impurità.
Avevo preso in considerazione pure l'alambicco, per la distillazione dell'acqua ma per distillare pochi litri d'acqua ci lasci una mazzetta di soldi alla Fiorentina gas e quindi reputo la scelta non tanto conveniente: non devo mica avere un'acqua distillata da laboratorio di chimica!

Poi mi sono ricordato che Panarotto acidificava la sua acqua ma che poi comunque smise di farlo per non so quali motivi - e sarei curioso di venirne a conoscenza -. Allora mi sono detto: perché non acidificare l'acqua con acido acetico o con acido cloridrico (muriatico).

Restando a livello teorico, sono giunto alla conclusione che: neutralizzando gli ioni carbonato e bicarbonato con acido cloridrico, ottengo ben poco perché comunque mi ritrovo il cloruro di calcio (o di magnesio nel caso in cui il calcare sia un carbonato di magnesio). Medesima cosa con l'aceto. L'acido acetico reagendo con il calcare mi dà un sale leggermente basico e che comunque tende a sedimentarsi come fa il calcare (parlo dell'etanoato di calcio, forse più noto come acetato di calcio).

Potrei provare con un altro acido: acido solforico. Ottengo solfato di calcio, cioè gesso. Può essere un'ottima soluzione considerando che è un sale neutro e che è anche un apportatore di zolfo - quindi un concime -, e di calcio.

Ritengo sia la soluzione più adatta al problema in assenza di alambicchi o impianti ad osmosi e varii.

______________________________________

A questo punto ci sarebbe da passare alla pratica. Bisogna anzitutto conoscere la concentrazione di questi ioni bicarbonato e carbonato. Ho degli appunti di chimica sul procedimento che mi dovrei riguardare. Se non sbaglio bisogna prima riscaldare l'acqua per far sì che si formino ioni bicarbonato ma francamente ora non ne sono sicuro; riguardo dopo.
Una volta che si conosce la concentrazione degli ioni bicarbonato nella nostra acqua, bisognerebbe avere la bureta per le titolazioni, sfido ne abbiate una a casa, almeno che non vi cimentiate in strani esperimenti di chimica.
Forse il metodo migliore è l'uso del pHmetro, come dicevi tu prima, marcellino. La soluzione dapprima risulterà leggermente basica, poi, aggiungendo via via l'acido solforico, devo arrivare a neutralizzare la soluzione.

Ora però mi sorge un altro dubbio. Non è che tutti questi ioni calcio e solfato possono interferire con la crescita delle piante. La paura è di ottenere un accumulo eccessivo e quindi delle bruciature, come quelle da concimazioni eccessive. Boh!
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Re: Acqua troppo dura? proviamo ad addolcirla con due lire...

Messaggioda Danilis » 18/05/2009, 19:06

Una cosa buona c'è però. Leggendo ora su Wikipedia, vedo che il solfato di calcio ha bassissima solubilità in acqua 2 g/l (a 20 °C) contro i 358 g/l (a 20°C) del sale da cucina; fai un po' di conti. Il solfato di calcio formerà sicuramente un precipitato in concentrazioni alte nella soluzione, di conseguenza, lasciando decantare l'acqua per un po', si può ottenere una buona acqua con basse concentrazioni di questo sale. Penso sia fattibile questo valore (intendo i 2 g/l di solfato di calcio). Sentiamo che dicono gli altri.

Edit: mi è venuto in mente che sarebbe ancora meglio usare l'acido fosforico per addolcire l'acqua, in considerazione del fatto che il solfato di calcio è insolubile in acqua a 20°C a pH neutro. Il problema è forse la reperibilità dell'acido. Il solforico è sicuramente più reperibile del fosforico.
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Re: Acqua troppo dura? proviamo ad addolcirla con due lire...

Messaggioda marcellino » 19/05/2009, 0:38

Ciao Danilis,
E' strana la solubilità: per l'esempio dell'acqua di Roma, ipotizzando di voler precipitare tutto il calcio presente sotto forma di gesso, se ne possono formare, conti alla mano, 0,42 g/L. Considerato che a 20°C se ne sciolgono 2,4 g/L, purtroppo per noi la precipitazione inizierebbe solo quando il volume d'acqua fosse evaporato all'82%, cioè l'acqua concentrata 5,7 volte.
In altre parole: il gesso è troppo solubile per riuscire a precipitarlo dall'acqua con cui vogliamo annaffiare, ma purtroppo invece poi precipita sporcando terra e radici man mano che l'acqua si asciuga... (l'acido solforico non mi sembra un buon candidato).
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Re: Acqua troppo dura? proviamo ad addolcirla con due lire...

Messaggioda Danilis » 19/05/2009, 18:51

Non lo so, a questo punto varrebbe la pena tentare con l'acido fosforico, dato che forma sali insolubili a pH neutro.
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Re: Acqua troppo dura? proviamo ad addolcirla con due lire...

Messaggioda lilson » 24/05/2009, 8:41

@ i Moderatori: visto l'interesse dell'argomento non sarebbe il caso di inserirlo in indice :?:
Non discuto mai con uno stupido. Mi trascinerebbe al suo livello e mi batterebbe per l'esperienza.
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Re: Acqua troppo dura? proviamo ad addolcirla con due lire...

Messaggioda ivell » 20/08/2009, 18:58

Sono curioso, avete proseguito con i vari metodi?
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Re: Acqua troppo dura? proviamo ad addolcirla con due lire...

Messaggioda Danilis » 20/08/2009, 23:49

Non ho provato niente alla fine. Non avevo il pHmetro né l'acido solforico. Abbiamo installato un addolcitore qui a casa e adesso uso quell'acqua se proprio non ne posso fare a meno.
Ho calcolato la durezza dell'acqua non depurata, supera i 30°f (gradi francesi); considerando che quella di un'acqua minerale è mediamente 10-12°f, questa da noi è assurda. Con il depuratore l'abbiamo abbassata a 10.
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Re: Acqua troppo dura? proviamo ad addolcirla con due lire...

Messaggioda fulvio63 » 21/08/2009, 6:08

Per curiosità: quale tipo di addolcitore hai preso (osmosi, resine con salamoia, etc)? :)
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Re: Acqua troppo dura? proviamo ad addolcirla con due lire...

Messaggioda Danilis » 21/08/2009, 10:58

Resine con salamoia, costano una paccata e sono pure delicati, accidenti a chi li fabbrica :lol:
A un amico di mio babbo si ruppe perché ci fu uno sbalzo di pressione, a noi è successo che si bloccasse perché dentro c'era finito un granello di ruggine. :P
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Re: Acqua troppo dura? proviamo ad addolcirla con due lire...

Messaggioda fulvio63 » 22/08/2009, 5:38

Gli addolcitori a salamoia sostituiscono il calcio o il magnesio con il sodio, hai mica provato a misurare il pH dell'acqua addolcita? Potrebbe essere più alcalino di prima.
C'è anche il rischio che l'acqua trattata contenga una quantità di sodio potenzialmente dannosa per le piante.
Calcolando che l'abbassamento di durezza è di circa 20 gradi francesi, la resina sostituisce circa 80mg di calcio con circa 92mg di sodio per litro, non è granchè, chiederei agli esperti nel forum cosa ne pensano. :?
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Acidificazione con acido cloridrico (rileggendo Buxbaum)

Messaggioda marcellino » 11/01/2010, 0:07

Ciao, perdonate la temporanea assenza. Mi sta capitando di leggere con grande attenzione "Cactus Culture based on biology" di Franz Buxbaum.
Ho trovato molto interessanti due punti specifici:

1) alle pagg. 40-44 c'è una esposizione decisamente avanzata per l'epoca (1958) sul problema dell'acidità del substrato e delle sue relazioni con l'innaffiamento mediante acqua del rubinetto.
Riporta gli esperimenti di W. v. Roeder sulla distruzione delle radici dei Gymnocalycium per un eccesso di calce (agricola suppongo, principalmente costituita da calcare...) nel terreno, e successivamente di Vera Klas, botanica dell'Università di Zagabria nel 1933-34, sulle sopravvivenze e le velocità di crescita dei semenzali di Cereus validus ai vari pH in soluzione nutritiva (veloce a pH 4,5 e massima a 6,0). Infine riporta da Diedrichs un diagramma che indica pH 4,8 come valore minimo per la crescita dei due campioni di cactacee acidofile e basofile (Zygocactus e Pereskia). L'esistenza di un minimo comune per entrambi i gruppi di piante mi sembra decisamente suggestiva...

2) nella nota in fondo a pag. 42 riporta che nell'innaffiare i semenzali, secondo lui i più sensibili all'alcalinità per le scarsa profondità delle loro radici, che attingono così alla crosta salina e basica, alcuni hanno anche suggerito di acidificare leggermente l'acqua con acido cloridrico, ma egli (Buxbaum) non lo reputa consigliabile, perchè il cloro è presente in tracce importanti, ma la concentrazione può facilmente diventare troppo alta.

A presto,
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