Messo in un bicchiere di vetro è perfettamente trasparente ed incolore. Bene, non è giallino come ricordavo anni fa per il muriatico al 28% (probabilmente conteneva un colorante).
L'etichetta dice: confezionato al 10% la concentrazione può subire variazioni dal 5 al 15% bla bla.
Francamente se fosse dal 30% lo capirei, ma partendo dal 10% mi sembra un po' difficile che la concentrazione vari molto.
E' un bene anche che non sia troppo concentrato, così è meno pericoloso.
Con una banale aggiunta al foglio Excel ho calcolato per l'acqua di Roma di dover aggiungere circa 46cc di acido ogni 20L d'acqua per neutralizzare completamente bicarbonati e carbonati.
Lo ho fatto, usando una siringa senza l'ago, 5cc alla volta, ad ogni aggiunta agitando bene e controllando con una cartina tornasole come variava il pH. (Beato chi possiede un pHmetro!) In ottimo accordo a come mi aspettavo, sono arrivato a circa pH= 5.
All'inizio il pH si sposta poco, grazie all'azione tampone del bicarbonato. Poi, consumato tutto il bicarbonato, il pH inizia ad abbassarsi rapidamente. Se uno si accorge di aver aggiunto troppo acido non serve neutralizzarlo con l'ammoniaca, basta aggiungere acqua (per questo non avevamo riempito la tanica completamente...
E dire che a occhio 46cc di acido per 20L d'acqua mi sembravano un'enormità. Talvolta l'occhio inganna.
Poi...
mi ci sono sciacquato la bocca, per sentirne il sapore. E' acidulo come quello di un'acqua minerale gassata.Quindi ho aggiunto anche del concime liquido. Infine lo sto facendo riscaldare nella serretta ed aerare, per "recuperare" pH perdendo CO2.
Domani sera la prova: ci bagno le piantine.
Una nota sul pH:
Nei terreni ricchi di acidi umici crescono le piante acidofile, come le azalee ed i rododendri.
Il pH dell'acqua pura è di circa 7,0 (dipende anche dalla temperatura e dai gas coi quali è a contatto).
La pioggia ha pH di circa 5,5, a causa dei gas acidi contenuti nell'aria (CO2, NOx, etc.). Questo è lo stesso pH che troviamo nei terreni gessosi e non calcarei (vedi Aztekium ritteri).
Nei terreni calcarei il pH è più alto (basico, cioè alcalino).
Si arriva così fino ad alcuni terreni argillosi e salini dove il pH può addirittura essere un po' maggiore di 8.
Perfino nell'acqua di mare crescono piante (alghe), ed il suo pH può arrivare fino ad 8,4.
Ciascuna specie di pianta è evoluta adattandosi ad un certo ambiente, e riesce a sopportare variazioni di pH nell'intorno di quel valore per lei ottimale.
La grande maggioranza di piante riesce a vivere in un substrato tra pH 6,0 e 7,0, intervallo nel quale sono disponibili tutti i sali nutrienti in forma disciolta.
Dal pH e dalla concentrazione di alcuni sali dipende anche la natura colloidale del terreno, e quindi la sua capacità di trattenere chimicamente acqua e sali disciolti.
Alcune piante (per esempio quelle calcicole come gli Ariocarpus) riescono a modificare localmente il pH del substrato nei pressi delle loro radici, eventualmente guadagnando l'accesso a nutrienti altrimenti indisponibili, e modificando la struttura del terreno. Talune riescono a disgregarlo, scavando buchi nei quali le radici crescendo si conficcano (si dice che prendono parte alla podogenesi, cioè alla trasformazione della roccia in terreno). Così per esempio le sottili radichette degli Ariocarpus evidentemente hanno la pelle acida, perchè riescono a scavare il marmo, assorbendone il calcio che trasferiscono al centro della famosa "carota".
Tornando al tema, come non si possono annaffiare rododendri con l'acqua di mare, così non tutte le specie di succulente amano lo stesso pH.
5,5 va bene per alcune succulente, per le altre aggiungete meno acido.
Costi: per l'acqua di Roma 1 Euro = 750L di acqua, migliorabili se:
1) si usa acido più concentrato.
2) si possiede un'acqua meno alcalina
3) si richiede un'acqua meno acida