Cactus già disidratati, cosa fare?

Discussione su rinvasi, terricci, innaffiature etc...

Re: Cactus già disidratati, cosa fare?

Messaggioda Lele » 30/11/2012, 15:55

Tom ha scritto:Non si fa altro che raccomandare la massima ventilazione per evitare ristagni di umidità ambiente, adesso mi pare - anche se limitatamente alle Copiapoa - che si stia dicendo l'esatto contrario.


specifico. La nebbia viene sempre diradata dal vento al mattino, ed è un vento che soffia per tutto il giorno. Le Copiapoa sono sempre sotto il sole pieno, ma l'ambiente è sempre molto ventilato. Di giorno l'umidità è bassissima.

giovangi ha scritto:Lele ma quanti esperimenti hai "in cantiere"? :)


Generalmente tanti, ma poi per una cosa o per l'altra falliscono a causa di incidenti vari. Il "grande esperimento" sui terreni ad esempio è bruciato a causa di qualche ora di distazione a causa dello stress degli esami e il sole alto. Non aggiungo altri commenti.


marcogiani ha scritto:
Lele, non credo che sia il caso di esagerare con la camanchaca, poche sono le Copiapoa che vivono nella fascia di nebbia che in genere comincia tra i 400-600 m di quota, dove sono più presenti le Eulychnia e i Trichocereus, e spesso arriva anche d'estate. in generale sulla costa non scende l’umidità ed il cielo è nuvoloso, sotto la nebbia.


Ora che ho saputo come si chiama questo fenomeno, ho controllato, e questa immagine dice tutto: http://www.ciencia.cl/CienciaAlDia/volu ... /caman.jpg
Quindi quelle che abitano sotto quella quota non si beccano mai la nebbia?
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Re: Cactus già disidratati, cosa fare?

Messaggioda Tom » 30/11/2012, 17:50

Bene.... (=male), io son precipitato nella confusione più completa e non so neanche se è opportuno inserire in questo thread tutto ciò che sto per scrivere o se, piuttosto, sarebbe più corretto aprire una nuova discussione dedicata, lascio decidere ai Moderatori che - se lo riterranno - provvederanno cortesemente a spostare questo post altrove.
Premetto che la mia memoria non è più il massimo ( :wheelcha: ) e che quando una collezione supera il migliaio di esemplari si finisce col non saper più esattamente cosa si possieda e dove si trovi, mnemonicamente si pensa alla pianta X che sta nello scaffale Y come ad una Sulcorebutia e poi ci si accorge che è... una Copiapoa....
Tutto ciò per dire che la mia ispezione in terrazzo alla ricerca di Copiapoa tenuissima mi ha fatto scoprire diverse humilis e mi ha fatto anche scoperchiare una vecchia pentola di confusione rimasta a suo tempo irrisolta.
Per chi avesse la curiosità di leggerli, riporto i link dei thread inerenti anche l'identificazione delle mie Copiapoa che, a quel tempo, restò abbastanza dubbia:

Aprile 2010
Giugno 2010
Giugno 2011

Alla luce di quanto emerso nel presente thread circa i corretti cicli di irrigazione delle Copiapoa, comprenderete quale possa adesso la mia confusione...
Si tenga presente che gli esemplari di cui vado a parlare sono tutti semine del 2007 che hanno sin'ora ricevuto irrigazioni da Aprile ad Ottobre e asciutta totale da Novembre a Marzo, a mia memoria non ho avuto perdite di Copiapoa ma della mia memoria ho fatto cenno prima.....
Questa è l'unica tenuissima che ho rinvenuto, mi pare star benissimo (si vedono anche i fiori secchi di quest'anno) e non posso non chiedermi se modificare o no i ritmi di adacquamento:

CP01-CopiapoaTenuissima.JPG

Seguono le foto di due humilis (anche qui tracce di fioriture di quest'anno) che sono state coltivate una accanto all'altra eppure mentre la 1 mi appare perfetta, la 2 mi appare "filata" e, peggio ancor che prima, mi chiedo: "che faccio?"

CP02-CopiapoaHumilis01.JPG


CP03-CopiapoaHumilis02.JPG

In ultimo il più cupo mistero....
La mia humilis in versione anno 2010 (3a), stranamente variegata e probabilmente già "filata":

CP04-CopiapoaHumilis3a.jpg

ed in versione 2012 (3b), quasi scomparsa la variegatura, molto più "filata" nonchè pollonante:

CP05-CopiapoaHumilis3b.JPG

Ecco, riuscito a scrivere tutto malgrado due clic errati che mi hanno costretto a ricominciare daccapo per due volte (sempre causa :wheelcha: ).
Confido nell'esperienza e nella cortesia di Marco che vorrà consigliarmi opportunamente, scusate per il lungo intervento.
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Re: Cactus già disidratati, cosa fare?

Messaggioda maurodani » 01/12/2012, 17:31

ciao Marco, molto interessante il tuo racconto, del resto ho potuto anche ammirarti dal vivo :) :oops:
faccio tesoro, ma per ora è tardi per aggiungere acqua, abito a legnano e non avendo una serra riscaldata non posso muovermi,
...la tua columna alba vive ancora bene,ma haimè ho perso la krainziana .....mi ero accorto che vegetavano in autunno ed ho prolungato troppo la loro permanenza sul balcone qualche inverno fà
e naturalmente il clima era più duro la notte di adesso, penso di averne gelate alcune
in questi anni ho annaffiato regolarmente, una volta al mese anche in estate, e forse il terreno molto arido non ha prodotto gaui aggiunti,
un'estate piovve di traverso e una coquimbiana già turgida si spaccò,
da allora cerco di evitare
so per certo che marco il vicino ha avuto problemi in alcuni rinvasi primaverili estivi, ma probabilmente già lo sai :)
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Re: Cactus già disidratati, cosa fare?

Messaggioda cmr » 01/12/2012, 19:39

Ho ritrovato questa foto del febbraio 2010.
Copiapoa haseltoniana sotto la neve.
febbraio 2010.jpg

La aloe sullo sfondo, e con la neve sulle foglie, è la A. vera x arborescens.
Carlo.
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Re: Cactus già disidratati, cosa fare?

Messaggioda marcogiani » 01/12/2012, 23:20

scusatemi per i miei lunghi tempi, ma è molto difficile per me essere presente in tempo reale, e so che le risposte a loro volta pongono nuove domande... e con queste si rischia di andare fuori tema...

Tom, credo che nel tuo caso, dopo una lunga bella stagione di innaffiature settimanali, la sperimentazione debba essere rinviata di qualche mese, perché le tue piante non mi sembrano disidratate.
secondo il mio personalissimo concetto di coltivazione, certamente condizionata dal fatto di aver visto in quali condizioni crescono le piante in habitat, ed aver respirato la loro stessa aria (buonissima!) anche solo per pochi giorni, le piante cilene devono essere coltivate in condizioni al limite tra la disidratazione e il rigonfiamento, cioè tra una innaffiatura e l’altra la pianta dovrebbe avere il tempo di ritirarsi, di quanto lo decide il coltivatore secondo il suo sentimento. per questo non mi aspetto di avere grandi crescite in volume ma le piante diventano più belle, anch’io limito al 10% o anche meno la presenza di organico nel terreno e concimo solo le piante che non rinvaso da molto tempo, e nemmeno tutti gli anni. l’allungamento delle piante è certamente dovuto ad un eccesso di acqua e nutrimento, ed al contrario il regime che descrivo io si è rivelato molto efficace per l’allargamento delle teste oltre ad una buona produzione di cera nelle specie che la producono. perché questo non lo so, è un risultato “sperimentale” a cui non so proprio dare una spiegazione, sembrerebbe quasi che le piante utilizzino in maniera differente l’acqua assorbita in inverno piuttosto che quella estiva, come se quella invernale incidesse di più sulla larghezza piuttosto che sullo sviluppo in altezza.
se in questo momento hai piante già gonfie, non hanno bisogno di acqua e potresti aspettare il mese di febbraio per cominciare la sperimentazione, nel senso che le innaffi una volta al mese a febbraio e marzo, se vuoi aprile e maggio se le temperature non sono eccessive, per poi riprenderle ad ottobre. però non mi sento di darti delle scadenze perché il clima di Palermo è certamente più favorevole, e può perdonare eventuali errori soprattutto per effetto della ventilazione, che invece dalle mie parti è scarsa ed è facile avere giornate molto calde con aria stagnante.
tu dici di non aver avuto perdite, però posso citarti l’esperienza di un caro amico esperto coltivatore siciliano che mi ha raccontato di aver avuto molte perdite a causa di giornate calde dopo alcuni giorni di pioggia, proprio con i sintomi della bollitura da me descritta e visibili nel post di Paso, ed anche altri amici “nordici” hanno avuto lo stesso problema. sarebbe bello sentire il parere di altri che hanno avuto queste esperienze negative, e anche quello di alcuni che mi hanno confessato di non aver avuto perdite adottando il mio metodo.
potresti per non rischiare di rovinare le piante che hai, che sono abituate ai tuoi ritmi, sperimentare su giovani piante anche non pregiate, ho ben presente la doppietta del vendicatore siculo.
riguardo a tenuissima e humilis, per non andare fuori tema del tutto, cercherò di rispondere alle questioni di identificazione nei post originari.

Nicola, le E. aurata vivono tra la costa e le Ande fino a 2000 m dove arriva anche la neve, sono più meridionali e l’umidità è maggiore rispetto a Paposo. ne ho piante innestate ed alcune franche, hanno un periodo di crescita breve limitato alla primavera ed in quel momento vanno annaffiate abbondantemente. sul loro clima non ho ancora approfondito bene, lo farò.
il rinvaso delle cilene può essere fatto in qualunque periodo dell’anno se non si prevede di rompere il pane di terra, la cosa è molto facile per le piante in vasetto di plastica e meno per quelle in vaso di coccio, anche con il pane di terra intatto è bene attendere un mesetto per innaffiare per cicatrizzare eventuali micro danni alle radici, altrimenti se le piante sono a radice nuda è sempre meglio posizionarle in un vasetto vuoto ed aspettare di vedere l’occhio della radichetta che spunta prima di invasarla, si può aspettare qualche giorno ma si potrebbe annaffiare anche subito. non è assolutamente da consigliare il rinvaso “alla cieca”, cioè senza essere sicuri che la radice sia in crescita. tuttavia è conveniente bagnare le piante anche con radice visibile solo nei periodi di cui sopra, ho avuto diverse esperienze di piante in radicazione marcite se bagnate sempre nei periodi caldi.

ciao Mauro, è un po’ che non ci vediamo, mi dispiace per le tue perdite, il gelo non perdona, è troppo rischioso soprattutto se persistente giorno e notte per alcuni giorni come fa dalle nostre parti. in condizioni vicine al gelo sicuramente non è il caso di dare acqua, ma ho bagnato, sempre con il contagocce, anche con T minime di 5°C (è la temperatura minima a cui tengo le piante) senza avere problemi. addirittura ho provato a seminare con quella temperatura, riscontrando una ottima germinabilità, seguita poi da marciumi per lo sviluppo di alghe data la difficoltà a fare asciugare i contenitori, ma forse ci proverò ancora. potrebbe anche essere che in natura i semi germoglino in inverno.
è tanto anche che non vedo Marco e non sapevo delle disavventure, magari ci vuole raccontare la sua esperienza, anche se dolorosa da ricordare.

Carlo, la tua haseltoniana ha gradito la neve? oserei dire di sì, se le temperature non sono scese troppo e per lungo tempo.

però adesso si rischia davvero di uscire dal tema di Giovanni, che spero che tra qualche giorno ci possa aggiornare sulle sue sperimentazioni, e forse qualcuno vorrebbe sapere o parlare di clima e metodi di coltivazione di altre piante “difficili”, magari senza scomodare la rivista c’è posto in qualche angolo del forum, magari diviso in sezioni per non fare un gran minestrone...
poi avrei altre tabelle interessanti per le zone a nord e a sud di Paposo.

scusatemi ancora per la logorrea, ho cominciato a scrivere questa mattina e finisco solo ora!

Marco
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Re: Cactus già disidratati, cosa fare?

Messaggioda millina » 01/12/2012, 23:55

Non mi sono persa un rigo tutto interessantissimo :thanks: :thanks: :thanks: a tutti Milena
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Re: Cactus già disidratati, cosa fare?

Messaggioda Lele » 02/12/2012, 1:15

Marco, qui ci stai dando così tante cose da imparare e su cui riflettere, che credo che nessuno si preoccupi di andare fuori tema. E non ti scusare per i tuoi post così lunghi, penso siamo tutti d'accordo nel dire che son informazioni utili le tue. Io personalmente ho pensato "perchè diamine non è comparso prima codesto personaggio?".
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Re: Cactus già disidratati, cosa fare?

Messaggioda Tom » 02/12/2012, 7:11

Quoto integralmente Lele, grazie Marco.
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Re: Cactus già disidratati, cosa fare?

Messaggioda gavaldo » 02/12/2012, 9:03

Mi unisco al coro dei ringraziamenti!!!
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Re: Cactus già disidratati, cosa fare?

Messaggioda giovangi » 02/12/2012, 12:28

Forse non si vede bene da questa foto scattata col telefono (con cui sto scrivendo), ma anche l'Eriosyce si unisce al coro dei ringraziamenti :)

2012-12-02 11.53.26.jpg

Ora, come ha scritto Marco, credo che se qualcuno di noi vuole sperimentare il modello di coltivazione suggerito, sia il caso che tenga conto delle proprie condizioni di esposizione a luce, temperature, vento, del substrato, e soprattutto dello "stato attuale" (con attenzione ai trascorsi) delle proprie piante, e faccia scelte "mirate".

Questo topic è diventato molto interessante (davvero oltre la questione iniziale) e suggerisco per ora di lasciarlo così com'è e tra un po' di tempo (col permesso di Marco) estrarne alcuni contenuti a cui dare uno spazio proprio ;)
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Re: Cactus già disidratati, cosa fare?

Messaggioda nicor11 » 03/12/2012, 17:58

Visto che la temp. seppur basse di notte non scendono sotto i 7-8°C e di giorno visto che fa bello e le temp. salgono fino a 25-26°C ho dato un goccino d'aqua alle mia Copiapoa (columna alba, calderana, solaris, laui, hypogaea e leonensis) e alle Eriosyce (napina e lembeckey) ed ad una piccola Eriosyce aurata che pur aciutta da fine ottobre stava continuando a crescere lentamente.
Saluti
NiCoLa
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Re: Cactus già disidratati, cosa fare?

Messaggioda giovangi » 19/12/2012, 18:03

Ecco una piccola pazzia :roll: , annaffiatura di una Copiapoa hypogaea il 16 dicembre.
Qualcosa mi ha fatto pensare che su Roma/Appio_Latino/mio_balcone gli astri si erano in quel momento allineati favorevolmente per questo esperimento su una pianta rinvasata tardi e leggermente sgonfia alla base (dove al rinvaso ho anche eliminato diversi polloni che una volta tolto il substrato, in cui erano per metà immersi, presentavano brutte macchie e incavi vari); la foto successiva (di oggi, cioè a distanza di 3 giorni) mostra il substrato (molto drenante) che "sembra" asciutto, e la pianta ... non so ... a me sembra più in forma.
Per i miei gusti dovrà schiacciarsi un po' e credo che di acqua in futuro ne vedrà proprio poca, ma questa intanto se l'è beccata :wink:
La pianta, all'aquisto, si presentava più bassa, ma solo perchè molto interrata. Io ho preso l'abitudine di rinvasare col colletto non troppo interrato, poi aspetto che la pianta riprenda una forma decente da sola, non so se faccio bene, ma è quanto mi sento di fare.

Copiapoa_hypogaea_1.JPG
Copiapoa_hypogaea_2.JPG
Precisazione: NON STO CONSIGLIANDO A NESSUNO DI FARE QUESTI ESPERIMENTI !!! Ciao :)
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Re: Cactus già disidratati, cosa fare?

Messaggioda reef » 13/07/2013, 14:54

interessantissimo e complimenti a tutti per il contributo....mi sn deciso anche io seguiro i consigli del grande marco....ho iniziato da poco a coltivare,le mie le ho sul balcone esposto a sud est cn sole dalle 12.30 al tramonto.....alternando cn un po di ombra dell'albero grande che ho in giardino per tutto il tempo che il sole gli gira intorno....speriamo vada tutto bene....di sicuro in inverno le traferiro sullo stesso balcone ma a ridosso della parete per proteggerle dalle piogge....ora si trovano a ridosso della ringhiera dello stesso,in un angolo per far si che il sole le tocchi....dato che il resto e coperto dalle tende da sole
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Re: Cactus già disidratati, cosa fare?

Messaggioda diego10 » 11/03/2014, 14:21

Pillole di saggezza sulla coltivazione. :)
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Re: Cactus già disidratati, cosa fare?

Messaggioda ChiGiuly » 30/09/2017, 12:21

Quindi si mette un po' d'acqua oppure no?
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Re: Cactus già disidratati, cosa fare?

Messaggioda reginaldo » 04/10/2017, 17:53

Dipende quale temperatura minima hai nella tua zona e se le piante sono all'esterno forse è sufficiente la ragiada e quindi devi saperti gestire. Io non annaffio da almeno venti giorni dato che la notturna si aggira intorno ai 10 e la masima difficilmente supera i 20 e spesso il sole quando c'è è molto velato.
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